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L’ Angolo di Paul – Troppi segnali

Proprio nel meraviglioso paesaggio toscano, con i suoi infiniti colli punteggiati di paesini medievali, vallate ricche di vigneti, uliveti e greggi di pecore, le seccature di tutti i giorni vengono messe da parte.
Tuttavia, dato che non tutti gli italiani possono abitare in palazzi o in pittoreschi rustici, non mancano di certo orribili quartieri di nuova costruzione. Zone industriali e strade asfaltate, buttate lì senza tanti scrupoli, spezzano in due con nonchalance graziose valli e cittadine.
Noi lo accettiamo, seppur stringendo i denti, ma con il passare tempo spicca l’enorme quantità di segnali stradali inutili: sono proprio quegli elementi a rovinare di più il paesaggio tranquillo rimasto.

Perché si ripete centinaia di volte che pioggia e neve possono rendere la strada scivolosa? Si avverte in continuazione che è possibile l’attraversamento di animali selvatici, ma nessuno rallenta mai. Occasionalmente si può segnalare una curva particolarmente pericolosa, ma è inutile ripetere che i chilometri che seguono sono pieni di tornanti. Un segnale con immagini che avverte della caduta di massi ci confonde poiché non è chiaro come dobbiamo adattare il nostro stile di guida di conseguenza. Dobbiamo rallentare o andare a tutto gas? (Fermo restando, naturalmente, che le pietre cadute possono giacere sul manto stradale).

Nel complesso, l’eccesso di segnali stradali determina piuttosto un comportamento del tipo ‘potrebbe succedere’ anziché avvertire gli automobilisti di stare all’erta.
Il mio essere diffidente mi fa quindi pensare che vi sia lo zampino dell’attivissima lobby dell’industria dei segnali stradali e, diciamo, di funzionari facilmente manipolabili, piuttosto che di una reale preoccupazione per la sicurezza stradale.
Lo dimostra anche la mancanza di coerenza. Talvolta la vicinanza tra i segnali è davvero notevole. È la propria attenzione a non farvi volare giù dalla curva proprio nei punti in cui non viene fornito nessun avvertimento.

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Già negli anni Settanta, l’esperto di traffico olandese Hans Monderman (1945–2008) aveva predetto che è proprio l’eccesso di segnali stradali a rendere meno vigile l’utente. Riuscì, inoltre, a mettere in pratica la propria teoria nella località frisone di Drachten.

Di qui la mia attuale proposta, di iniziare con la regione Toscana, posizionando al confine, su tutte le importanti vie di accesso, un unico grande segnale riportante, in parte sotto forma di testo, in parte di segnaletica, la comunicazione in italiano e in inglese:

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‘Benvenuto in Toscana!’

Quanto segue vale poi per tutta la Toscana:
– presenti molte curve, soprattutto sulle strade di collina;
– in caso di pioggia e neve il manto stradale può essere scivoloso;
– possono cadere sassi dalle vicine pareti rocciose;
– possono spuntare animali selvatici che attraversano la strada fuori dai centri abitati.

Buon viaggio e godetevi la nostra splendida regione!

Per il resto, la maggior parte dei segnali stradali può essere rimossa.
Il passo successivo consisterebbe nel divieto di posizionamento di cartelloni pubblicitari che spuntano dovunque nel paesaggio, a proposito e a sproposito. Spesso i cartelloni si riconoscono perché riportano la scritta ‘spazio libero’, che tradisce la scarsità della domanda. Tuttavia, di anno in anno il panorama viene deturpato da questi cartelli senza senso. Anche questo deve essere un caso di clientelismo …